Sabato sera, al Teatro Moderno di Vigevano (il NOSTRO teatro), è andata in scena: “La Luna degli attori”, commedia brillante di Ken Ludwig, primo spettacolo della nostra stagione teatrale “Tempo Moderno - Atto Terzo”.
Debutto al quadrato, quindi, nuova commedia (dopo oltre 2 anni di assenza) del “gruppo storico” dell’Associazione, che apre la nuova stagione.
Evento pubblicizzato con l’affissione di locandine, distribuzione di volantini e brochure, 2 conferenze stampa, partecipazione a manifestazioni che hanno riscosso grande partecipazione e consenso di pubblico quali: “Notte bianca a Vigevano” e “Vigevano è…”, articoli su giornali a tiratura locale e provinciale, link sul sito del comunedi Vigevano, newsletter, e poi inviti in loop tramite Facebook, MySpace…
159 persone in sala!!!
Una delle commedie meno viste tra quelle proposte dall’Associazione nei tre anni di gestione dellastagione teatrale…
Per la cronaca, e per chi giustamente non sa nulla di Vigevano, dirò che il paesello è abitato (volevo scrivere “animato” ma il verbo eccede in ottimismo) da oltre 60.000 (sessantamila!) anime; che arrivano oltre le 70.000 comprendendo le città limitrofe; fate voi i conti di quante persone, in percentuale, abbiamo avuto a teatro.
Personalmente provo una delusione che rasenta il “ma andate a fare in culo e guardatevi quello che vi meritate: veline, isolani, fratelli più o meno grandi e ciarpame simile!”
Dice: “si ma c’era la festa del Patrono”, “eh, sai, all’altro teatro c’era un altro spettacolo” (stendo un velo pietoso ed evito di aprire un altro fronte sulla “guerra tra teatri cittadini”, tipica di paeselli ottusi), “abbiamo spalmato la commedia su tre date, verranno alle altre”, ecc… MAH!
Peccato, davvero un grosso peccato, non solo perché siamo stati veramente bravi (pur nella convinzione che tutto sia migliorabile) offrendo 2 ore di gradevole divertimento a chi ha avuto la bontà di seguirci, ma soprattutto perché viene da chiederci quante persone possano assistere alle repliche degli spettacoli delle compagnie che vengono da fuori Vigevano.
Perché non si riesce, almeno da noi, a portare la gente a teatro? Forse perché si pensa che siamo una compagnia filodrammatica, quindi amatoriale, quindi dilettante, quindi una sorta di dopolavoroferroviario (senza alcuna offesa) che non vale la spesa di 10 euro?
Non lo so, non so più cosa pensare, quale criterio occorra valutare per scegliere un testo e una data in cui rappresentarlo…
Resta quel numero, freddo come tutti i numeri ma carico, almeno per me, di segnali negativi… 159…
Non ho, non abbiamo, intenzione di mollare, continueremo a prepararci e preparare commedie e stagioni teatrali, nella convinzione (non nella speranza, sarebbe un errore) che prima o poi qualche crepa nel muro di menefreghismo si riesca ad aprire e che non più solo amici e parenti vengano a vedere i nostri spettacoli; è una bella impresa, lo so; così come so che siamo accumunati a tante altre compagnie in questa “crociata” (e a me, il “mal comune mezzo gaudio”, deprime molto più che rincuorare).
C’è molto da fare, altro che rimboccarsi le maniche, qui c’è proprio da togliersi la camicia e ricominciare quasi da capo, e lo faremo, e lo farò!
Per ora, però, concedetemi questo piccolo sfogo.
Bob
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bob: Grande Gabriele.
Avanti tutti, sempre e comunque.
Bob
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