Dopo le riunioni di condominio, i consigli di classe di fine anno scolastico rappresentano il momento più alto ed identificativo di "quello che siamo". Nello specifico, gli insegnanti mettono a nudo il proprio "io" e abbandonano progressivamente ogni forma di moderazione.
Ci troviamo di fronte ad un professore che difende a spada tratta i suoi alunni dai giudizi rigorosi dei colleghi, spalleggiato (solo per motivi professionali?) da una collega stressata dalla difficoltà di conciliare lavoro e famiglia.
Le certezze scolastiche e la vita privata dei due sono messe in crisi dagli altri professori: l'insegnante di storia dell'arte, con la sua cultura alternativa, quello di religione, angosciato dalle offensive scritte murarie dei ragazzi o dal professore doppiolavorista, che utilizza la scuola solo per la sicurezza dello stipendio. Per non parlare della frustrazione di chi si vede costretta a leggere i poeti francesi a ragazzi che, a suo dire, non capiscono neppure l'italiano.
Lo stesso gruppo dovrà anche decidere il futuro di un'insegnante precaria, supportata nella sua battaglia per il posto fisso da un collega non proprio presente...
Su tutti domina il risibile preside, distruttore di grammatica e sintassi, mentre il solo nome di un alunno pluriripetente è sufficiente a scatenare discussioni ed imitazioni grottesche.
Sottobanco, scritto nel 1992, è un’esilarante e feroce occasione di riflessione sulle problematiche della scuola, sulla demotivazione dei professori spesso frustrati e disillusi, sulle piccole serpeggianti forme di corruzioni, sul malcostume studentesco, sugli equilibrismi del corpo insegnante fatto di doppilavoristi, madri di famiglia in perenne servizio, quarantenni che corteggiano le studentesse.
La scuola soffre di molti mali, ma se ne può anche ridere: il cinismo (realismo?) con cui il testo affronta l’argomento e gli stessi personaggi, caratterizzati al limite dello stereotipo ma mai sopra le righe, creano spesso situazioni estremamente spassose.
Il testo ha debuttato a teatro nella Stagione 1992/93 con Angela Finocchiaro e Silvio Orlando, protagonista poi anche della trasposizione cinematografica con il titolo di "La scuola".
NOTE DI REGIA
Poter giocare con il parallelo rappresentazione teatrale-scuola è stata una delle cose che mi ha maggiormente convinto a scegliere Sottobanco come testo da portare in scena.
La scuola come componente della vita quotidiana è rappresentata molto bene dal testo (primo elemento): brillante, ironico, a volte sarcastico, che in diversi momenti fa pensare attraverso le "confessioni" dei (secondo elemento) personaggi-insegnanti in cui tutti riconosceranno qualcuno incontrato nella propria vita scolastica.
Mancava, invece, la rappresentazione della scuola come istituzione; su questo è basato il terzo elemento della rappresentazione, la scenografia.
Scenografia che, come l'istituzione-scuola, nasconde la realtà (è messa male, per usare un eufemismo) con parole ad effetto: è povera ma si dice "minimalista", è improvvisata ma si dice "essenziale", è caotica ed arruffata ma si dice "alternativa".
Alla fine, se le cose nella scuola vanno avanti e la commedia piace, il merito è comunque dei professori-attori e non di ciò che gli sta attorno.
L'AUTORE
Domenico Starnone, nato a Saviano (NA) nel 1943, è uno dei più importanti scrittori e sceneggiatori italiani. E' stato a lungo insegnante di Italiano al Liceo e giornalista in alcune delle principali testate nazionali.
Ha esordito come narratore nel 1987 con "Ex cattedra", racconto di un anno scolastico, scrivendo molti altri libri satirici sul mondo della scuola, sia dal punto di vista degli insegnanti che degli studenti. A partire dal 1993 ha cominciato a scrivere anche per il cinema e la televisione. Dai suoi libri sono stati tratti, tra gli altri, i film "La scuola" di Daniele Luchetti, "Denti" di Gabriele Salvatores, "Auguri professore" di Riccardo Milani e la serie televisiva "Fuoriclasse". Nel 2001 ha vinto il Premio Strega con il romanzo "Via Gemito".