Nella loro casa di campagna, monsieur Pacarel e la moglie Marta ospitano due amici di famiglia: il dottor Landernau e la consorte Amandine.
Monsieur Pacarel, incolto quanto simpatico padrone di casa, arricchitosi con la fabbricazione di zucchero per diabetici, si mette in testa di dare lustro alla famiglia facendo rappresentare al famoso Teatro dell'Opéra di Parigi un “Faust” che la figlia Giulia, sedicente scrittrice, ha composto da poco.
Per fare ciò, Pacarel pensa a un fantasioso ricatto: poiché il Teatro dell'Opéra sta cercando di scritturare il tenore più famoso del momento, egli intende anticipare questa mossa, ingaggiando personalmente l'artista. Sarà in cambio di quest'ultimo che chiederà all'Opéra di rappresentare l'opera della figlia.
Ma non si deve mai comprare "a scatola chiusa": in casa Pacarel, infatti, per una serie di incredibili equivoci, non arriva un tenore, bensì un giovanotto che, scambiato per l'artista, porterà grande scompiglio, anche sentimentale, sia nella famiglia Pacarel che in quella di Landernau.
Nel susseguirsi di dialoghi serrati, di esilaranti malintesi, di vertiginosi colpi di scena e di deliziose situazioni comiche, costruite con la consueta precisione del matematico, si rivela tutto il genio di Feydeau.
Chat en poche, titolo originale dell'opera (letteralmente "Il gatto in tasca", espressione francese che significa "a scatola chiusa"), è il secondo vaudeville di Feydeau, scritto a ventisei anni e rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1888.
Feydeau scrisse: "Se vuoi far ridere, prendi dei personaggi qualunque, mettili in una situazione drammatica e procura di osservarli da un'angolazione comica".
"A scatola chiusa" è la perfetta realizzazione di questa sua massima.
Il nostro tentativo è stato quello di far muovere i personaggi in un ambiente "neutro", giocando solo su elementi di colore e di luci, come note su uno spartito musicale, così come musicale è il ritmo di Feydeau.
Abbiamo voluto che gli attori recitassero senza prevalere l'uno sull'altro. Ognuno ha la sua importanza, il suo carattere. Ognuno di loro potrebbe essere definito come uno strumento diverso per catturare lo spettatore nello svolgimento della vicenda e trascinandolo con musiche e costumi, rigorosamente ispirati all'epoca, in un "valzer" di colpi di scena che Feydeau è riuscito magistralmente a creare.
Fotogallery
Dove siamo stati
29 maggio 2010
Teatro Moderno Vigevano (PV)
24 ottobre 2009
Teatro Polifunzionale Cilavegna (PV)
17, 18 ottobre 2009
Teatro Moderno Vigevano (PV)
23 maggio 2009
Teatro Moderno Vigevano (PV)
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