Buffalo, 1953. George e Charlotte Hay, capocomici di una compagnia di giro in odor di bancarotta, stanno provando una versione riveduta e corretta del Cyrano di Rostand, tra le inconcludenti performance delle comparse e i commenti acidi della sorda Molly, sorella di Charlotte, quando sono raggiunti dalla figlia Rosalind.
Ex attrice della compagnia, stanca della vita sregolata e pazzoide dei teatranti, "Roz" ha lasciato il gruppo tempo addietro alla ricerca di un'esistenza "normale", per suggellare la quale si è fidanzata col quieto Howard, un metereologo dall'animo fanciullesco, ipersensibile ma incline ad attacchi di panico che gli scatenano un'irrefrenabile balbuzie (portandolo a scordarsi persino il proprio nome).
Paul, il vecchio fidanzato di Roz, sopraggiunge e la sorprende nei camerini. La tensione si taglia col coltello, e lei se ne va. Ma, a dispetto delle schermaglie, qualcosa di non del tutto sopito tra i due sembra ancora covare sotto la cenere.
A sconvolgere ulteriormente il tran tran della comitiva ci pensa una telefonata ricevuta da George: Frank Capra, il grande regista holliwoodiano, sarà in platea alla ricerca di attori per il suo ultimo film! Le sorti della compagnia potrebbero risollevarsi d'un tratto, ma ovviamente non tutto va per il verso giusto. Eileen, giovane attrice in cerca della sua occasione ed illusa dal capocomico in cambio di un po' di "affetto" extraconiugale, aspetta un figlio da George! Charlotte lo viene a sapere e, non credendo affatto alla storia di Frank Capra a Buffalo, minaccia di andarsene con Richard, avvocato miliardario da sempre innamorato di lei. George, sostenuto da Paul, fa di tutto per risistemare le cose ma rimedia solo un sacco di botte. Quando finalmente anche Charlotte si convince della verità, George è scomparso! Riapparirà, certo, ma ubriaco fradicio. Howard infine, dopo diversi tentativi andati a vuoto di presentarsi ai futuri suoceri, viene scambiato per Frank Capra in persona!
Panico!
Tra i maldestri tentativi di zia Molly, l'inconcludente sarcasmo di Paul, la pervicace ostinazione di Roz, la frustrazione sempre più malcelata di Charlotte e, soprattutto, la devastante sbronza che annebbia drammaticamente il cervello di George, quel che andrà in scena davanti agli occhi di Frank Capra e del pubblico in sala sarà... unico! E, fortunatamente, irripetibile.
E' il disastro? Forse no...
NOTE DI REGIA
La luna degli Attori o, più semplicemente, Attori, nasconde, sotto l'arguzia di dialoghi salaci e la piacevolezza di una commedia brillante di stile, una dichiarata apologia del teatro e dei teatranti. Una commedia autoreferenziale, in cui il soggetto è preso a pretesto per suggellare a voce alta, tra attori e pubblico, il patto più schietto e sincero: noi siamo qui per voi.
Viviamo per voi, ci nutriamo di voi e se voi non ci foste, noi nemmeno.
Per i "normali" (gli spettatori della vita, gli Howard, i Richard), il posto è in platea.
Per noi, pazzi giullari giramondo, il loro pragmatismo è monotonia; la loro prosaicità, pur lecita, quasi una bestemmia.
In Attori spesso i due capocomici si affrontano, e affrontano gli altri protagonisti, con dichiarazioni d'amore profonde e commoventi nei confronti del palcoscenico: basti ascoltare la tirata finale di George a Charlotte, o le frequenti schermaglie tra Paul e Roz. Del teatro non ci si può liberare: quando entra nel sangue – per fortuna – non esiste antidoto. Non c'è fuga che tenga, né imprevisto, né altro. Il teatro si erge a stile di vita, a scuola di pensiero, ad amore sempre e comunque corrisposto. Per il teatro si muore e si rinasce in una, cento, mille vite sempre diverse (a volte scoperte, di sera in sera, nello stesso personaggio che, generosamente, ce le regala). Il teatro ci offre di vivere avventure che, altrimenti, non vivremmo mai. Prende la nostra anima, ma ci dà in cambio la sua. Piena di storie e di Storia, di amori e di Amore.
E di Vita, vissuta e da vivere. Cambiando panni, cambiando gesti, cambiando voce. Ma sempre con lo stesso cuore, e sempre, miracolosamente, pieno. Sempre promesso al pubblico, prova dopo prova. E sempre gioiosamente offerto, sera dopo sera, mentre il sipario, straordinario complice e guardiano del nostro Mondo Incantato, si fa da parte ancora una volta e lascia il mondo, giù dal palco, entrare.
L'AUTORE
Ken Ludwig è nato a York, in Pennsylvania, nel 1950. Avvocato esperto in Leggi Internazionali, è autore di cinema e di teatro. Alcune sue commedie sono state prodotte in tutto il mondo. "Cercasi Tenore" (Lend Me a Tenor) è stato rappresentato a Broadway per 14 mesi di fila ed ha vinto numerosi premi, due Tony, quattro Drama Desk, e tre Outer Critics Circle, con una versione cinematografica di successo.
Ha scritto uno dei più bei musical mai visti, "Crazy For You", che ha vinto il premio Tony come miglior musical nel 1992, con musiche di Gershwin.
Tra le altre sue commedie, ricordiamo Sullivan & Gilbert, votata miglior spettacolo del 1988 dai critici di Ottawa.
"La luna degli attori" (Moon Over Buffalo) ha debuttato con grande successo al Martin Beck Theatre di Broadway nel luglio 1995, è stata rappresentata per circa un anno, poi, tradotta in molte lingue, ha avuto numerose produzioni in tutto il mondo. In Italia è stata presentata dalla Compagnia Proclemer-Albertazzi.